Cosa cambia per prodotti, aziende e packaging e come trasformare un obbligo in un vantaggio competitivo
Il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign per i Prodotti Sostenibili (ESPR), adottato il 13 giugno 2024 e in vigore dal 18 luglio 2024, rappresenta una delle riforme più profonde del nuovo Green Deal europeo.
Sostituendo la direttiva 2009/125/CE, amplia radicalmente il campo d’azione: l’attenzione non è più riservata ai prodotti connessi all’energia, ma si estende a quasi tutti i beni fisici immessi sul mercato, compresi componenti e semilavorati. Restano esclusi solo alimenti, mangimi, farmaci e pochi prodotti biologici viventi.
L’obiettivo è chiaro: rendere i prodotti più durevoli, riparabili, efficienti e circolari, riducendo l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita e favorendo modelli produttivi sostenibili.
Obiettivi e principi dell’ESPR
Il regolamento stabilisce un nuovo quadro di riferimento centrato su:
• riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti;
• uso efficiente delle risorse e dell’energia;
• maggiore durabilità, riparabilità, aggiornabilità e riciclabilità;
• contrasto al modello “usa e getta”;
• promozione dell’economia circolare;
• riduzione dell’impronta climatica e dei rifiuti.
Per ciascuna categoria di prodotti, i requisiti tecnici saranno definiti dalla Commissione tramite atti delegati, in pubblicazione tra fine 2025 e il 2027: la normativa è quindi in evoluzione e si articolerà progressivamente.
Le tre grandi innovazioni introdotte per le imprese
1. Requisiti stringenti di progettazione ecocompatibile
I prodotti dovranno essere progettati per garantire:
• durabilità e affidabilità;
• possibilità di riparazione, aggiornamento, ricondizionamento;
• uso di materiali riciclati, riciclabili o rigenerabili;
• riduzione dell’impatto ambientale e della carbon footprint;
• maggiore efficienza energetica;
• tracciabilità dei materiali e riduzione delle sostanze pericolose.
Questi criteri interesseranno tutti i settori e saranno resi obbligatori tramite atti dedicati a singole famiglie di prodotti.
2. Il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP)
Entro luglio 2026 diventerà operativo il Digital Product Passport, una banca dati digitale e interoperabile che accompagnerà ogni prodotto immesso sul mercato.
Conterrà informazioni su:
• composizione, materiali, sostanze presenti;
• contenuto riciclato;
• tracciabilità lungo la filiera;
• indicazioni su manutenzione, riparabilità, riciclo e smaltimento;
• dati ambientali ed energetici.
Il DPP rappresenta una svolta per la trasparenza, la gestione dei dati e la competitività delle imprese.
3. Divieto di distruzione dell’invenduto
• dal luglio 2026 per le grandi imprese (dal 2030 per le medie) sarà vietata la distruzione di indumenti e calzature invenduti e dovrà essere svolta la rendicontazione obbligatoria dei volumi non venduti;
• sono previste deroghe solo per motivi di sicurezza o salute;
• la norma non si applica alle piccole imprese.
Le tempistiche principali
Luglio 2025: atti esecutivi su invenduto e deroghe
Nel 2026: primi atti delegati sui requisiti di progettazione
Dal 2027: entrata in vigore effettiva delle misure
Nel 2030: revisione generale del regolamento
Il ruolo strategico del packaging
Il packaging è parte integrante del regolamento:
• deve essere più leggero, ottimizzato e meno impattante;
• deve usare materiali riciclati e facilmente riciclabili;
• deve favorire la separazione dei componenti e il recupero;
• è richiesto un design che riduca rifiuti e inefficienze.
Un packaging ecocompatibile non è solo un obbligo normativo, ma un fattore competitivo anche nelle gare pubbliche dove si preferiranno prodotti conformi ai criteri di ecodesign che diventerà un vantaggio competitivo strutturale; inoltre le aziende saranno tenute a fornire prove documentali.
Sanzioni
Gli Stati membri intensificheranno i controlli attraverso:
• ispezioni, richieste di documentazione, verifiche sul DPP;
• misure correttive come la modifica del prodotto o il ritiro dal mercato;
• sanzioni economiche proporzionate all’entità della violazione;
• possibili restrizioni negli appalti pubblici per i soggetti non conformi.
Perché le aziende devono agire da subito
Adeguarsi al Regolamento (UE) 2024/1781 significa:
• migliorare reputazione e brand value;
• ridurre costi energetici, logistici e di smaltimento;
• accedere a un mercato più selettivo e performare anche negli appalti;
• rispondere alla crescente domanda di prodotti green;
• aumentare resilienza e competitività.
È il momento di trasformare le regole in opportunità perché la sostenibilità non è più un vincolo ma è la traiettoria obbligata per competere nel mercato europeo del futuro.
Noi di dueO possiamo assistervi nel vostro percorso e supportare la vostra impresa:
• progettando prodotti modulari e duraturi;
• predisponendo i dati per il Passaporto Digitale del Prodotto;
• rivedendo imballaggi e materiali in chiave ecocompatibile;
• rafforzando i monitoraggi;
• fornendo assistenza per collaborare con fornitori impegnati nella sostenibilità;
• integrando analisi LCA (analisi del ciclo di vita);
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