Ultime direttive Imballaggi

Ultime direttive Imballaggi
ottobre, 2019 Regulatory Affairs dueO

ULTIME DIRETTIVE IMBALLAGGI

 

Nel panorama normativo europeo degli ultimi due anni sono stati fatti dei passi importanti in materia di economia circolare la quale viene vista come un modello economico in cui il valore proprio dei prodotti è mantenuto per il più lungo tempo possibile.

 

Di seguito si riportano le due direttive più recenti riguardanti gli imballaggi e la loro gestione.

  • La prima che si riporta è la Direttiva Imballaggi 2018/852 che deve essere recepita dagli stati membri entro il 5 luglio 2020 (la quale introduce importanti e significative modifiche alla Direttiva 94/62/CE).

 

Questa direttiva Imballaggi vuole ridurre il più possibile gli impatti di imballaggi e rifiuti di imballaggio sull’ambiente ed ha riallineato vecchie definizioni con quelle più recenti.

La nuova direttiva promuove e incoraggia l’aumento dell’immissione sul mercato di imballaggi riutilizzabili e il riuso dei medesimi.

Inoltre si nota come all’interno della direttiva si diano due obiettivi da perseguire comuni per l’Unione Europea:

  1. riciclo di almeno il 55% dei rifiuti urbani entro il 2025. Questa quota è destinata a salire al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035.
  2. Riciclo del 65% dei rifiuti di imballaggi entro il 2025 fino ad arrivare al 70% entro il 2030, con obiettivi diversificati per i diversi tipi di materiali.
  • La seconda direttiva presa in esame è la Direttiva UE 2019/904 approvata nel giugno scorso, meglio conosciuta come direttiva SUP -Single Use Plastics- (che deve essere recepita dagli stati membri entro il 3 luglio 2021), impone:

 

  •    divieti o limitazioni alla vendita di alcuni articoli monouso in plastica (art. 5);
  •    il divieto sull’uso di contenitori per alimenti in polistirene espanso destinati al consumo immediato (art. 4);
  •    il divieto sull’uso di Contenitori per bevande in polistirene espanso.
  •    Il divieto alla vendita di prodotti realizzati in plastica oxo-degradabile.
  •    Target di raccolta e riciclo più restrittivi per le bottiglie (rispetto ad altri imballaggi in plastica);
  •    il termine del 2025 entro il quale le bottiglie in PET dovranno contenere un minimo del 25% di materiale riciclato (a salire nel 2030);
  •    il termine del 2025 entro il quale le confezioni per bevande in plastica dovranno avere tappi e coperchi uniti con il contenitore in un unico imballaggio (art. 6).

 

E’ necessario essere consapevoli che se la plastica è riuscita ad avere la diffusione che ha oggi è anche grazie alle sue caratteristiche (igiene in primis) e, trovare materiali che possano sostituirla non è immediato. Se la plastica verrà messa al bando, l’alternativa potrebbe essere il legno e altri manufatti di origine vegetale importati dall’Asia senza certezze sulla salubrità del materiale al contatto con il cibo.

Sembra ci sia uno spreco enorme di materiali plastici ma vietarli risolverà il problema? Molte aziende propongono una soluzione su tutte: incentivare la raccolta differenziata. Per quanto riguarda altre strade vi è quella di puntare su fonti alternative in maniera ragionata ovvero studiando materiali alternativi, attività che richiede tempo in anni e investimenti in risorse differenti.

 

L’obiettivo principale è trovare soluzioni progettuali che migliorino la riciclabilità dell’attuale sistema di produzione delle aziende (senza necessariamente rivoluzionarlo).