Fine vita del packaging e adempimenti aziendali: conoscerli per ottimizzare e risparmiare

Fine vita del packaging e adempimenti aziendali: conoscerli per ottimizzare e risparmiare
febbraio, 2020 Regulatory Affairs dueO

Fine vita del packaging e adempimenti aziendali:

conoscerli per ottimizzare e risparmiare

Tutte le aziende (produttrici, utilizzatrici o distributrici) hanno a che fare con gli imballaggi e la gestione di diversi aspetti tecnici, economici e ambientali. Le aziende devono garantire le più elevate performance di sostenibilità ambientale nella progettazione e produzione del packaging, nonchè contribuire al corretto recupero e/o riciclo dei propri imballaggi. Tutto ciò deve essere fatto riferendosi alla logica della responsabilità condivisa del produttore e al principio “chi inquina paga”. Questo significa che chi produce imballaggi, li importa vuoti o pieni, li utilizza per il proprio business o commercializza prodotti imballati deve assicurarsi del corretto fine vita del rifiuto di imballaggio a livello nazionale ed europeo.

 

Qual è la responsabilità del produttore?

Riprendendo il concetto di economia circolare nella quale oggi dobbiamo operare, i beni vengono prodotti, consumati, riciclati e riutilizzati in un modello produttivo virtuoso. 

Un esempio emblematico è rispetto agli imballaggi utilizzati per confezionamento, presentazione e distribuzione di tutte le merci. Per questi prodotti i principi di responsabilità estesa del produttore (EPR) per cui “chi inquina paga” prevedono che colui che immette sul mercato i prodotti imballati si debba occupare di raccogliere i rifiuti di imballaggio per permettere un loro recupero.

Questa responsabilità viene descritta dalle normative di ogni paese che indicano l’obbligo di aderire a consorzi di recupero e versare dei contributi economici stabiliti in virtù della tipologia e quantità degli imballaggi utilizzati.

In ambito europeo la Direttiva 94/62/CE (la prima in materia di gestione responsabile degli imballaggi) del 1994 ha dato indicazioni ai vari Paesi di adottare regolamentazioni in merito: l’Italia ha risposto con il Sistema Conai. In questi ultimi anni sono state fatte delle modifiche che ampliano il campo dei soggetti obbligati e definiscono obbligatorietà più impegnative.

La “responsabilità estesa del produttore” è normata nel Codice dell’Ambiente dall’art. 178-bis, Dlgs 152/2006 e coinvolge i soggetti che hanno prodotto i beni fino alla fase di “fine vita” del prodotto e cioè quando diventa un rifiuto.

Per lo specifico settore degli imballaggi (Dlgs 152/2006, art. 207, comma 1) il concetto di “responsabilità condivisa” (diverso da quello di responsabilità estesa del produttore) non riguarda gli operatori della filiera dei rifiuti ma si riferisce solamente agli “operatori delle rispettive filiere degli imballaggi” (Dlgs 152/2006 art. 217, comma 2) cioè a “produttori” e “utilizzatori” degli imballaggi stessi per ridurre al minimo l'impatto ambientale durante il ciclo di vita (Dlgs 152/2006 art. 217, comma 2, secondo periodo).

La nuova Direttiva 2018/852 relativa agli imballaggi stabilisce che con l’anno 2020 in Italia verrà concluso l’iter di recepimento di nuove normative europee “ambientali” che avranno un decisivo impatto sulla gestione dei rifiuti e in particolare su quelli di imballaggio.
Purtroppo sappiamo che le normative vigenti non sono sempre chiare e trasparenti ma la non conformità a tali norme espone le aziende a rischio di pesanti sanzioni.

Al fine di rispondere adeguatamente alle normative senza correre rischi dueO offre indicazioni chiare e supporto per ottimizzare la gestione del proprio packaging e  risparmiare le risorse utilizzate (interne ed esterne).